TIRO ALLA FUNE

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SCHEDA TECNICA

DENOMINAZIONE: tiro alla fune
ZONE IN CUI VIENE PRATICATO: In tutte le regioni italiane
TIPO DI GIOCO: gioco di forza
NUMERO DI GIOCATORI: suddivisi in squadre di 8 unità a seconda del peso complessivo della squadra
MATERIALI DI GIOCO: corda di canapa di circonferenza non meno di 10 cm. (100 mm.), o più di 12,5 cm. (125 mm) e deve essere libera da nodi o altri appigli per le mani e una padana di legno
TERRENO DI GIOCO: su prato o in palestra
ORIGINI: antichissime risalenti al 2500 avanti Cristo

Regole di gioco

1. Lo sport del Tiro alla Fune è praticato da squadre suddivise per categorie e per classi di peso. Tutti possono praticare questo sport sia uomini che donne;
2. L’età minima per prendere parte a gare di Tiro alla Fune è fissata in 15 anni compiuti;
3. Ogni squadra di tiratori è composta da 8 membri che tireranno dall’inizio di una gara, La gara si considera iniziata quando le squadre sono nella posizione di tiro sotto la diretta supervisione del giudice di gara;
4. Ogni squadra può disporre di una riserva che potrà essere utilizzata per sostituire uno qualsiasi dei tiratori della squadra. La sostituzione può avvenire solo una volta e può essere fatta per ragioni tattiche o per infortunio. La riserva deve essere di peso uguale o Inferiore al tiratore da rimpiazzare e deve essere autorizzata dal Capo degli Arbitri;
5. Nel caso di un nuovo infortunio la squadra può continuare a gareggiare con soli 7 tiratori. La squadra che rimane con meno di 7 tiratori non può continuare la gara stessa.
6. Ogni squadra può avere un proprio allenatore che diriga le tirate;
7. Ogni componente la squadra dovrà indossare abiti sportivi consistenti in pantaloncini, maglie sportive in cotone o jersey e calzini fino al ginocchio. Le protezioni contro l’usura dei vestiti e il danneggiamento dell’epidermide devono essere approvati dai giudici. Le cinture protettive sono ammesse solo se indossate sopra gli abiti sportivi. La protezione contro l’usura della maglia del capocorda è ammessa se non supera un massimo di 5 centimetri e deve essere posta sotto la maglia nella zona dove la corda avvolge il corpo.
8. E’ ammesso l’uso di resine per facilitare la presa sulla corda ma l’uso è ristretto alle sole mani;
9. La pesatura deve essere eseguita con i tiratori in pantaloncini senza gli scarponcini da gara;
10. Gli scarponcini dei competitori devono avere la suola, il tacco, e i lati perfettamente lisci senza puntali o piastre metalliche sotto le suole; è solo permessa applicare una piastra liscia sotto il tacco con uno spessore massimo di 6,5 mm.;
11. La corda di gara deve avere una circonferenza di almeno 10 cm e una lunghezza non inferiore a 33,5 metri. I nastri adesivi o marcature della fune devono essere fissati in modo tale che il giudice possa regolarli se la corda si allunghi o restringa. I nastri o marcatura saranno posti 1 al centro della corda, 2 a quattro metri dal centro in entrambi i lati, 2 a cinque metri dal centro in entrambi i lati. I nastri devono essere di tre colori diversi;
12. L’area di tiro deve essere piana, coperta d’erba con una linea al centro del terreno di gara; per quanto riguarda le gare indoor deve essere fatta di materiale adatto a sostenere sufficiente frizione delle scarpe sportive da gara;
13. All’inizio della gara il primo tiratore afferrerà la corda il più vicino possibile alla marcatura, la corda non potrà essere passata attraverso nessuna parte del corpo;
14. Ogni giocatore deve tenere la corda con entrambi le mani con le palme rivolte verso l’alto e la corda passerà tra il corpo e la parte superiore del braccio dello stesso tiratore: ogni altra presa che ostacoli il libero movimento della corda è infrazione alle regole;
15. II tiratore alla fine della corda sarà chiamato uomo ancora, la corda passerà lungo il corpo diagonalmente attraverso la schiena e sopra la spalla opposta da dietro a davanti, il rimanente della corda passerà sotto l’ascella in direzione all’indietro ed esterno. Il capocorda afferrerà poi la parte diritta della fune con entrambi le mani con le palme rivolte in alto e braccia estese in avanti.
16. Durante la gara non è ammesso compiere queste infrazioni:
– sitting, sedersi
– leaning, toccare il terreno con parti del corpo all’infuori dei piedi
– locking, ostacolare il movimento libero della corda con tenute non regolamentari
– grip, utilizzo di prese diverse da quelle ammesse
– propping, tenere la corda in posizione diversa da quanto richiesto dalla norma
– position, sedersi su un piede o su un arto e non estendere i piedi in avanti
– climbing, arrotolare la corda alle mani
– rowing, sedersi sul terreno mentre i piedi si muovono all’indietro
– anchor, il capocorda assume posizioni diverse dalla norma
– trainer, se l’allenatore parla con la squadra mentre sta tirando
– inactivity, viene decretato nel caso in cui le due squadre si impegnano senza successo ottenendo uno stallo
– footholds, quando un tiratore predispone tacche sul terrone di gara prima che sia dato il comando di partenza
17. Una squadra si deve considerare squalificata quando riceve 2 avvisi di infrazione nel corso di una stessa tirata. E’ infrazione anche se un tiratore offende;
18. Una tirata dura in media tre minuti;
19. Una gara a punti è costituita di tanti match ed ogni matches consiste in due tirate; viene concesso un ragionevole tempo di riposo tra le due tirate che non può superare i 6 minuti massimi.
20. Prima di iniziare la gara si procederà con sorteggio alla scelta del campo, dopo la prima tirata le squadre cambieranno lato, se fosse necessaria una terza tirata per sorteggio verrà deciso il lato del campo;
21. Vince una tirata la squadra che avrà tirato per prima uno dei lati marcati oltre la linea di centro segnata sul terreno oppure per squalifica della squadra avversaria;
22. Il match è costituito da 2 tirate, la squadra vincente due tirate acquisirà 3 punti; le squadre vincenti ognuna una tirata avranno 1 punto ciascuno. Nel caso di semifinali o finali i punteggi saranno assegnati così: la squadra che vince il match con due tirate avrà 3 punti, la squadra che vince dopo lo spareggio avrà 2 punti e l’avversaria 1 punto;
23. I giudici per ogni incontro sono tre, 1 giudice capo e 2 giudici laterali. Il giudice in carica nel dare un avviso lo indicherà con il comune codice dei segnali nominando la squadra e aggiungendo” primo avviso” o “ultimo avviso” la decisione del giudice o dei giudici sarà finale e per sempre;
24. I giudici laterali agiranno tutte le volte sotto la direziono del giudice in carica, durante le irate prenderanno posto sul lato opposto al giudice in carica e segnaleranno le opportune infrazioni usando i segnali codificati;
25. II termine di una tirata sarà segnalata dal giudice in carica fischiando e puntando la mano verso la squadra vincente;

brevi cenni sll’origine del tiro alla fune

II tiro alla fune, come praticamente tutti gli altri sport, trae le sue remote origini da cerimonie rituali, documentate in paesi molto lontani: Birmania, Borneo, Corea, Nuova Zelanda, Congo e le Americhe. Connesso alla simbologia delle «forze contrastanti» (bene-male; vita-morte, luce-ombra, il principio maschile e quello femminile, il cielo e la terra, yang e ying, insomma l’espressione del dualismo della complementarietà universale), era praticato in occasione di cerimonie propiziatrici di buon tempo e di abbondante raccolto, e di cerimonie funebri.
La documentazione del tiro alla fune come sport risale ad un’iscrizione egiziana del 2.500 a.C. sulla tomba di Mezera-Ku in Sakkara. Negli antichi giochi olimpici (500 a.C. il tiro alla fune era praticato sia come attività sportiva autonoma, sia come pratica di allenamento per altre discipline. Nel XII secolo era praticato alla corte degli imperatori cinesi, mentre nel XII e XIV secolo risulta presente in Mongolia e Turchia; in Europa occidentale è documentato intorno al Mille resoconti di competizioni in Scandinavia (dove tuttora questo sport è popolare) e Germania lo citano come «prova di forza».
Nel XV e XVI secolo appare in Francia (jouer a tirer la corde) ed in Gran Bretagna (tug of war) ed è in questo periodo che nasce una prima regolamentazione selezionando gli atleti tra giovani di ugual peso. Il tiro alla fune come sport organizzato nasce in Europa verso la fine del secolo scorso: prima a livello di singoli Clubs, poi come Associazioni e Federazioni di Clubs. In Gran Bretagna nel 1880 è fondata la Amateur Athletic Association, che comprendeva le discipline del salto, lancio del peso e, appunto del tiro alla fune.
Le regole non erano però chiare e precise e tra i vari paesi non esistevano regolamenti uniformi, a cominciare dal numero dei componenti della squadra, che variava da 4 a 8. Il tiro alla fune fu sport olimpico per circa 50 anni (1870-1920); in seguito fu cancellato da una delibera presa a maggioranza dal Comitato Olimpico Internazionale quando si stabilì di ridurre il numero degli sport partecipanti. Se n’ebbe come conseguenza un’interruzione dell’attività internazionale, anche se in molti Stati la disciplina continuò, seguita da un largo numero di appassionati.
Ogni singola Associazione Nazionale sviluppò una propria indipendente organizzazione: nel 1933 venne fondata la Federazione svedese, cui fece seguito nel 1958 quella inglese e nel 1959 l’olandese. Si ebbe così una ripresa dell’attività internazionale. Nel 1960, George Hutton della Federazione Inglese, prese l’iniziativa di organizzare una Federazione Internazionale, che potè attuare grazie alla collaborazione della Federazione Svedese, dando così vita alla Tug of War International Federation (TWIF). Nel 1964 in Svezia si ebbero, ancora in forma sperimentale, i primi campionati europei della categoria 720 kg (i «massimi» ); ma il vero rilancio internazionaledel gioco si ebbe l’anno successivo.
Nel 1965, infatti, la Federazione Internazionale patrocinò i «Giochi del Baltico» a Malmo (Svezia) con la partecipazione della Danimarca, Gran Bretagna, Olanda e svezia; in tale occasione furono adottate le stesse regole che vigevano per il tiro alla fune quando era uno dei giochi olimpici; in seguito le regole furono modificate, senza però intaccare la struttura fondamentale. In quello stesso anno si ebbe il primo effettivo e riuscito campionato europeo al Crystal Palace di Londra.
Nel 1968, i campionati furono estesi alla categoria 640 kg ( «medi» ) e nel 1979 ai 560 kg ( «leggeri» ); nel 1986 si tennero i primi campionati femminili mondiali (distinti in due categorie, 560 kg e 520 kg). Nel 1975, quando oltre a diverse federazioni di paesi europei si erano affiliate quelle di Stati extra europei, si tenne il primo campionato del mondo.
Sia i campionati mondiali che quelli europei, nella categoria dei massimi (720 kg) furono monopolio dell’Inghilterra sino al 1983; nei medi, furono vincitori anche il Galles (1969, 1977), l’Irlanda del Nord (1970), l’Eire (1982, 1984 e 1987), la Svizzera (1981, 1983, 1985) e la Svezia ( 1973); nella categoria 560 kg vinsero l’Inghilterra (1979, 1984, 1988), l’Eire ( 1986 e 1987) e la Svizzera ( 1982, 1985).
Nella categoria 720 kg l’Eire interruppe la serie vittoriosa dell’Inghilterra nel 1984, bissando nel 1985; il titolo mondiale passò nel 1986 all’Olanda e nel 1988 all’Eire; quello europeo all’Inghilterra nel 1987 e alla Svizzera in questo 1989.
Per ragioni finanziarie, i campionati mondiali e quelli europei si alternano ogni anno. I campionati femminili sono stati sempre vinti in entrambe le categorie dalla Svezia.