STATI GENERALI DEL CONI – 16 GENNAIO 2019

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Ieri, presso il Salone d’Onore del Coni al Foro Italico, si sono tenuti gli Stati Generali dello Sport Italiano per portare avanti il dialogo con i rappresentanti del Governo a proposito dei cambiamenti in corso di valutazione che il suddetto vuole apportare alla gestione ed organizzazione del settore sportivo del nostro Paese.

Nelle ultime settimane infatti, si erano scatenate numerose polemiche a causa della riforma dello sport italiano inserita nella nuova Legge di Bilancio (nascita di un’ente denominato “Sport e Salute SpA” che dovrà gestire al posto della CONI Servizi le risorse destinate al mondo dello sport)  ma la giornata di ieri, ricca di approfondimenti e dibattiti sul futuro del movimento, fa pensare ad un “disgelo” della situazione: questa cosa è testimoniata anche dai primi pareri espressi nelle interviste fatte ai protagonisti da varie testate giornalistiche nazionali presenti per documentare l’occasione.

Alla giornata dedicata alla discussione di vari temi alla presenza delle principali istituzioni del Governo e del movimento sportivo italiano sono intervenuti nelle varie sessioni di lavoro, con presenza e con voce, i rappresentanti di CIO, Coni, CIP e di tutte le realtà sportive italiane (FSN, DSA, EPS, Associazioni Benemerite, Atleti, Tecnici ecc… ).

Il nostro Presidente Federale Enzo Casadidio, assieme ad altri presidenti di DSA, hanno illustrato le problematiche e le valutazioni inerenti l’attività del mondo delle Discipline Sportive Associate sottolineando che il duro lavoro di questi anni fa meritare loro, giustamente, il ruolo di Federazione Sportiva Nazionale, questione per la quale le DSA stanno dibattendo e lottando ormai da tempo.

Alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giancarlo Giorgetti, e del Sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Simone Valente, i lavori sono stati aperti dall’intervento del Presidente Malagò che ha sottolineato la necessità del confronto manifestata dal CONI al Governo.

A questo link è possibile leggere l’articolo con i vari interventi che il CONI ha dedicato all’occasione:

https://www.coni.it/it/news/primo-piano/15739-al-via-gli-stati-generali-con-i-sottosegretari-giorgetti-e-valente-malag%C3%B2-coni-esempio-di-democraticit%C3%A0,-ottimista-sulla-riforma.html

Per meglio dare l’idea del lavoro che la FIGeST e le altre Federazioni come FIGeST stanno facendo nel contesto delle DSA in relazione alla situazione sportiva e politica, si riportano in evidenza gli interventi del nostro Presidente Casadidio, del rappresentante DSA in Consiglio Coni, Dr. Andrea Mancino, del Pres. del Coordinamento delle DSA Donato Milano e di altri intervenuti:

Enzo Casadidio (Federazione FIGeST): “Appartengo ad una federazione che ha all’interno 19 discipline. Faccio parte delle DSA e condivido lo scudetto del CONI. Chiediamo di rivedere il rapporto con gli Enti di Promozione e le Federazioni Sportive Nazionali. Abbiamo tanti riconoscimenti ma chi ci salva da quelle pseudo federazioni lucrative? Vogliamo difendere il nostro mondo e dire alla politica cosa significa essere una federazione e fare lo sport. Noi siamo sul territorio, su 70 province. Compiamo uno sforzo immenso e non vogliamo che tutto ciò venga buttato via. Noi vogliamo vivere, non sopravvivere.”

Andrea Mancino (Presidente FIBS): Ci dicono che nulla cambia e allora di cosa stiamo parlando? Viene fuori una certezza: cioè che il tentativo di cambiare nome ad una società esistente sia il tentativo di svuotare il CONI di competenze. Il problema non sono i 411 milioni di euro. Questa non è una riforma. Una riforma prevede un’idea, un progetto, una conoscenza. Mi dispiace ma non ho visto nulla di tutto ciò. Basta considerare le DSA come discipline a parte, noi siamo federazioni sportive. Si dice che dobbiamo investire sulle associazioni, sulla scuola, ma stia sereno l’onorevole Valente: la mia federazione già investe nella scuola e nelle attività giovanili. Noi nelle scuole ci siamo il problema sono le scuole che non hanno spazi e risorse. Hanno detto che il sistema non si vuole riformare ma questa gestione del CONI ha avuto la capacità di affrontare sempre il problema. Siamo passati da 7000 a 386 discipline, questo vuol dire che il CONI sa autoriformarsi. Noi non ci identificheremo mai in un soggetto diverso dal CONI.

Donato Antonio Milano (Federazione FIKBMS): rappresentiamo circa 260 mila tesserati e 5mila società certificate e otteniamo risultati di alto livello enormi e ancora oggi non capisco la differenza tra una DSA e una FSN. Tutto ciò è basato sul volontariato. Lavoriamo con applicazione e una programmazione decisa e siamo spinti da passione. Questa non è una riforma ma un intervento a gamba tesa. Se si fosse trattato di riforma avremmo dovuto leggere qualcosa all’interno del dossier. Ma il dossier è vuoto. Il nostro Presidente Malagò è il nostro faro e tale resterà qualsiasi cosa accada. Questo è un intervento politico a gamba tesa. Ho atteso 47 anni per mettermi addosso lo stemmino del CONI e col cavolo che me lo faccio togliere. Sono pronto a sfilare con i gilet tricolori. Scriviamo bene questa norma affinché non diventi Sport e salute e massaggi dei piedi.

Stefania Lenzini (Presidente FITw): Si dice che non vogliamo accettare una manovra perché non siamo disposti al cambiamento, ma io sono l’esempio vivente di chi ha voluto accettare le sfide. E come me ce ne sono tante di persone. Sono l’unico Presidente donna e sono fiera che in Consiglio Nazionale ci siano altre donne – tra i tecnici e le atlete – che rappresentano il mondo dello sport. Questa manovra ci sta disorientando e il disorientamento crea vuoto. Non abbiamo bisogno che qualcuno ci insegni a tutelare sport di base. Noi siamo lo sport di base. Io mi sento nella casa dello sport sotto l’egida dello scudetto e dei cinque cerchi e da nessuna altra parte posso sentirmi nella casa dello sport. Siamo in un momento in cui qualcuno ha deciso di appropriarsi di un’identità che non dobbiamo farci togliere.

Il Presidente Nazionale Giovanni Malagò si è mostrato molto attento a tutte le problematiche e valutazioni esposte nei vari interventi, dimostrando un certo ottimismo verso il futuro e piena collaborazione al dialogo.

“CONI, futuro segnato e/o futuro sognato?” Questo era il titolo del Programma della giornata di ieri che mostra ancora un pò di incertezza nei riguardi del destino dello Sport Italiano soprattutto in quelle realtà come le DSA che sperano da anni di fare il cosiddetto “salto di qualità”.

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Per visualizzare la fotogallery completa cliccare sul link al sito CONI:

https://www.coni.it/it/archivio-foto.html?gallery=1358

 

 

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